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#FranRecensione – Alessandra Amoroso live, Arena di Verona. @AmorosoOF

Sarò schietto. Nonostante io reputi Alessandra Amoroso una interprete boriosa, pretenziosa e proterva, non posso non riconoscere le sue grandi potenzialità (purtroppo, fin troppo spesso, sprecate con interpretazioni testi untuosi, stucchevoli e pesanti quanto un batuffolo di ovatta).

Sempre in base al mio volubile ed insindacabile giudizio, ecco cosa viene fuori dalla dissezione del concerto di Alessandra Amoroso all’Arena di Verona trasmesso ieri sera da Canale5.

1. Il look
Stento ancora ad assimilare il suo passaggio da nanerottola (tendente al papero) a femme fatale (profonda conoscitrice del tormentato animo umano). Diciamo che quantomeno ci prova, ottenendo anche risultati discreti. Incartata nel primo abito, a cavallo tra un matrimonio tamarro di periferia ed un blocco di cemento armato; decisamente più libera dopo il cambio. Anche se, la treccia, nel 2014, solo se sei Pocahontas.

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Le pagelle del Coca-Cola Summer Festival. #dilloconunacanzone

Nonostante il Coca-Cola Summer Festival sia davvero ben impacchettato, la verità è che non saremo mai contenti. Almeno fino a quando non lo chiameranno Festivalbar o almeno fino a quando non restituiranno ad Alessia Marcuzzi quella sottile inesperienza che tanto ci piaceva.

Bando alle ciance nostalgiche, vediamo chi, in base al mio volubile ed insindacabile giudizio, esce realmente vincitore dalla manifestazione. Partiamo dai conduttori.

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Alessia Marcuzzi. Promossa a pieni voti. La verità è che potrebbe condurre qualsiasi cosa, inutile girarci intorno. Quel suo ticchettare euforico tra un’esibizione e l’altra ed il sapere esattamente quando fermarsi senza sfociare in inutili giri di parole, la consacra ufficialmente a volto giovane di Mediaset indipendentemente dalla sua età anagrafica. Se rimane tempo, datele un panino con la mortazza: la sua magrezza, oltre che ovvia invidia, inizia a destare preoccupazione. Voto: 9.
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Dieci cose che rendono il rapper Moreno odioso come un brufolo.

Perché l’odio è un sentimento corrosivo, ma è taaaanto liberatorio.

Voglio venirvi incontro, farvi risparmiare del tempo prezioso, e darvi dieci ottime critiche per rivalutare il ruolo sul pianeta terra del rapper Moreno. Le motivazioni non sono in ordine di preferenza, lascio quindi al lettore la capacità di discernere quali siano quelle più caratterizzanti.

1. Manca completamente di talento: non è intonato, non è dotato vocalmente, non scrive testi convincenti, ha la presenza scenica di un accendino scarico, tempi televisivi di un formichiere e i tempi comici di Nichi Vendola. In una sola parola: negato.

2. La sua mancanza di umiltà merita un punto dedicato. Questo suo sentirsi arrivato, dopo aver in curriculum solo la vittoria (immeritata) della scorsa edizione di Amici, lo rende così fastidioso da provocare dei veri e propri attacchi di rabbia convulsa.

3. Il suo modo di vivere i social. Sapete bene che Twitter e Facebook danno la possibilità a tutti di commentare eventi live con variabile veemenza, ma provate a scrivere qualcosa di vagamente negativo su di lui. Che ne so, twittate un “Moreno, scusami, secondo me hai inclinato troppo il collo prima del lancio del blocco pubblicitario delle 21:53. Tutto ok?”. Vi ritroverete drammaticamente bloccati dal signor Io Non Porto Rancore.

4. Non bisognerebbe mai far riferimento a difetti fisici o presunti tali. Ma quei baffetti posticci, presumibilmente ricalcati col rimmel, io li toglierei.

5. Può sembrarvi futile, ma non ha il minimo gusto nel vestire. Outfit che spaziano dallo “yo-yo, vengo dal ghetto, yo-yo” a mise perfette per leggere la preghiera dei fedeli durante una messa celebrata per il Family Day. Nessuna via di mezzo. La cosa bella è che riesce a non essere credibile qualsiasi sia l’abbigliamento scelto.

6. Cerca continuamente di sparare ben più lontano di quanto potrebbe. Il risultato è grottesco: non sembrerà mai un coraggioso artista disposto ad andare oltre i suoi limiti, vi sembrerà più un bulletto da sala giochi che dice di aver trovato prima degli altri la figurina di Balotelli.

7. Completamente incapace nel gestire ogni minima critica proveniente da qualcuno che abbia un minimo di competenza in più rispetto a lui. Ha una buona parola per tutti. Miguel Bosé è quindi un megalomane, Gabry Ponte un fanatico inconcludente, mentre il pubblico che lo fischia assume le fattezze di una massa indistinta di poveri scemi. La cosa sconvolgente è che Maria De Filippi avalli continuamente gli atteggiamenti spesso deliranti di uno scricciolo con manie di grandezza.

8. È infantile. Nell’esposizione delle sue idee, nelle sue reazioni, nella sua sfrontata ricerca del consenso. Spesso dà l’impressione di volersi alzare, rubare il microfono, e tornare a casa in lacrime.

9. Se non siete ancora convinti di quanto riportato nel punto precedente (8), vi agevolo questo contributo filmato: http://instagram.com/p/m-T7q0SdgN/

10. Confrontate Moreno con altri suoi ex colleghi “perdenti” nelle passate edizioni. Pensate ad Annalisa Scarrone, a Giulia Ottonello (che ha vinto la sua edizione, ma nessuno se l’è filata), ad Antonino Spadaccino (che ha vinto la sua edizione, ma nessuno se l’è filato) e, ultima ma non per importanza, la sottovalutatissima Silvia Olari. Ditemi voi se è possibile tollerare che un tale esempio di inutile e boriosa spocchia possa pensare di essere un vero talento per due parole messe in croce senza l’aiuto di un bravo logopedista.

Ecco, credo di aver finito. Credo.

Colpo di spugna.

In realtà, in dieci mesi circa ho scritto esattamente 27 articoli.

Mi sono chiesto che linea tenere su questo blog, se avesse davvero senso alternare articoli così eterogenei e così lontani dal mio pubblico di Twitter. E quindi ho preso la spugna, ho cestinato tutto, e trasformo questo blog nel contenitore di satira televisiva che ho sempre voluto.

Sperando che duri.